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Memorie di un recluso

un caso politico-giudiziario nell´Ogliastra di fine Ottocento

Di Giosuè Piroddi

A cura di Tonino Serra

Prefazione di Tonino Serra

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Memorie di un recluso
ISBN
978-88-7356-175-0
Co-edizione
-
Genere
Saggistica
Materia
Storia (compresa archeologia e preistoria), biografie, araldica
Collana
Pósidos n° 5
Anno edizione
2011
Luogo edizione
Cagliari
Supporto
Cartaceo
Pagine
400
Rilegatura
Brossura e cucitura filo refe
Dimensioni
15 x 21 cm
Peso
670 g
N° volumi
1
Illustrato
No
Lingua di pubblicazione
Italiano
Lingua originale
-
Lingua a fronte
-
Allegato
-
Scolastico
No
Disponibilità
In commercio
Distribuzione

25,00 €

La vicenda di Giosuè Piroddi, e degli altri tre coimputati, è uno dei più clamorosi errori giudiziari commessi in Sardegna. La memoria di questa iniqua condanna è ancora viva tra la gente dell´Ogliastra (ne è testimone il libro, giunto alla sua terza edizione). Il caso commosse l´intera isola ed ebbe echi anche in campo nazionale. Il processo fu celebrato sotto gli occhi attenti della stampa e di un´opinione pubblica totalmente convinta dell´innocenza degli imputati: il protrarsi dell´ingiusta detenzione suscitò la generale indignazione della gente.
La sera del 17 febbraio 1912, Giosuè Piroddi lascia il carcere dopo sedici anni di detenzione trascorsi nei reclusori di mezza Italia. Insieme con altri tre compagni di sventura (Nicolò Businco di Ierzu, Antonio Lorrai e Antonio Ferrai di Tertenia), era stato condannato dell´omicidio di Ruggero Tedde, segretario comunale di Perdasdefogu, commesso la notte del 16 agosto del 1894.
Nel 1911, in seguito a pazienti investigazioni, i famigliari dei condannati erano riusciti a far incriminare per suborno e falsa testimonianza chi aveva determinato la condanna del 1898. Il nuovo processo si concluse con l´assoluzione degli accusati, nonostante alcuni di loro avessero confessato; ma, nella logica perversa della burocrazia, Piroddi e Businco (gli altri due erano nel frattempo deceduti), pur essendo stati riconosciuti implicitamente vittime di un errore giudiziario, furono ricondotti in carcere nell´attesa che si chiarisse la loro posizione processuale.
Il caso commosse l´intera Isola. Il processo era stato celebrato sotto gli occhi attenti della stampa e di un´opinione pubblica totalmente convinta della loro innocenza; e il protrarsi dell´ingiusta detenzione suscitò la generale indignazione.

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