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Il Libro dell´Opera di Santa Maria de Sauccu nel 1700

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Il Libro dell´Opera di Santa Maria de Sauccu nel 1700
Novità
ISBN
978-88-7356-450-8
Co-edizione
-
Genere
Saggistica
Materia
Storia (compresa archeologia e preistoria), biografie, araldica
Collana
Quaderni
Anno edizione
2026
Luogo edizione
Cagliari
Supporto
Cartaceo
Pagine
344
Rilegatura
Brossura e cucitura filo refe
Dimensioni
17 x 24 cm
Peso
650 g
N° volumi
1
Illustrato
No
Lingua di pubblicazione
Italiano
Lingua originale
-
Lingua a fronte
-
Allegato
-
Scolastico
No
Disponibilità
In commercio
Distribuzione

20,00 €

Il culto di Santa Maria de Sauccu si affaccia alla Storia in epoca giudicale, nel 1122, quando il pontefice Callisto II conferma al Monastero di Montecassino, casa madre dei Benedettini, una precedente concessione del possesso di alcuni monasteri e chiese in Sardegna. Tra queste ultime anche quella di S. Maria de Sauccu, che era inquadrata come chiesa filiale del Monastero di Santa Maria di Tergu, in Anglona. Non abbiamo alcuna notizia sulla gestione del culto da parte dei Benedettini. Possiamo però ragionevolmente ritenere che tale gestione ricadesse sul villaggio di Sauccu, posto a 1 km di distanza, che aveva le proprie autorità istituzionali e la propria parrocchia. Di fatto il culto benedettino e il villaggio scompaiono nello stesso periodo, verso la metà del 1400, quando il Monastero di Tergu viene abbandonato (1443), mentre il villaggio non compare nel primo censimento demografico sardo (1485). Il ritrovamento presso l´Archivio Parrocchiale di Bortigali dei due registri sull´attività amministrativa dell´Opera nel 1600 e nel 1700 da una parte inducono a credere che il culto in esame sia stato riattivato dai fedeli locali alla fine del 1500, e quindi in pieno clima conciliare tridentino, e dall´altra recano un contributo, certamente non comune, sulla persistenza delle tradizioni religiose popolari.

Il libro contiene le rendicontazioni riguardanti l´amministrazione dell´Opera di Santa Maria de Sauccu, dipendente dalla Parrocchia di Bortigali, rese per il periodo 1690-1790 dagli Oberajos incaricati e approvate dalle competenti autorità ecclesiastiche. Gli atti sono redatti in sardo, castigliano e latino, ma vengono tradotti anche in italiano. Riguardano sostanzialmente le entrate (questue in denaro e in natura, offerte, proventi dal bestiame, interessi da prestiti (censales) e le spese connesse con la celebrazione della festa campestre, la manutenzione della chiesa omonima e di qualche muristene, nonché acquisti e restauri di oggetti e paramenti sacri. Gli “operai”, solitamente due, mantengono le tradizionali caratteristiche del diritto ecclesiastico medioevale: garantiscono la gestione col proprio patrimonio e sono praticamente delegatari della autorità ecclesiastica. Di notevole interesse l´attività svolta sul piano creditizio, che pare assumere prevalenti caratteri economici, cioè di investimento.

  • Scheda editoriale

    Edizioni Condaghes, Documento Adobe Acrobat PDF: 481 Kb - 08/06/2026

Italo Bussa

Italo Bussa

Italo Bussa (Bolotana, 1939), laureato in Giurisprudenza, è dirigente in pensione della Regione Sarda, dove ha prestato servizio presso gli Assessorati dell´Agricoltura e dell´Industria. Ha fondato (1975) la rivista culturale “Quaderni bolotanesi”, della quale è direttore. Ha scritto articoli e saggi principalmente in materia di storia locale, regime feudale, criminalità, industria lattiero-casearia, culto dei santi, villaggi abbandonati. Ha curato: Aa.vv., Bortigali. Natura, società, percorsi storici, Delfino, 2023; Il Libro dell´Opera di Santa Maria de Sauccu (1606-1691), Ed. Passato e Presente, Bolotana, 2003. Ha scritto L´accabadora immaginaria. Una rottamazione del mito, Edizioni della Torre, Cagliari, 2015; ha scritto anche, con P. Longu e T. Piras, Dalla Latteria Sociale di Bortigali alla Lacesa (Latteria Centro Sardegna) 1907-2007, Lacesa, Bortigali, 2007.