Serra

Le poesie sono suoni di pietra

  •  29 làmpadas 2010 | Rassigna de imprenta | La Nuova Sardegna
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CAGLIARI. «Suono di pietra- viaggio di un ribelle in forma di poesia». Mario Faticoni è un fiume in piena. Solo qualche mese fa la presentazione del suo libro con i suoi articoli di tanti anni di giornalista E adesso un´altra, nuova presentazione (giorni fa al Civico di Castello) che rievoca una delle sue stagioni della sua vita d´attore più intense. L´epoca della solitudine, dopo l´abbandono del Teatro di Sardegna che aveva contribuito a fondare. «Suono di Pietra» fu l´inizio di una nuova stagione che non a caso mise al centro di tutto la poesia civile sarda. Per Mario Faticoni quella poesia era la voce di un´isola che non riusciva a urlare la sua ´distanza´ dal mondo, ma era capace di produrre versi di grande forza e di lirica dignità raccontando la storia di un dolore antico come le pietre dei nuraghi, come le zolle di una terra arida e assolata, senza speranza. Viaggiare fu quasi naturale. Ed ecco che nel libro edito da Condaghes (il libro è pubblicato nella collana CartaeMusica e ha il sottotitolo di «Viaggio di un ribelle in forma di poesia», 118 pagine, e un cd allegato, 30 euro) compare l´elenco lunghissimo dei paesi e delle città dell´isola ma anche del continente che questi suoni di pietra raggiunsero (e che si ritrovano in parte appunto nel disco, trentacinque tracce poetiche con le musiche originali di Alessandro Olla).
Una storia di teatro che ha qualcosa di mitico nell´ostinazione con cui la poesia e il suo cantore furono strumento di un´idea dell´arte che si sporca nella polvere del viaggio, nella solitudine della poesia. Faticoni è cresciuto con la poesia, è il suo racconto di formazione non può fare a meno del verso. Accanto a lui negli anni attrici sensibili come Tiziana Dattena, scomparsa precocemente, Gisella Vacca e altre compagne di strada come Rita Atzeri. Una strada lunga e difficile come la scelta dei versi di poeti rigorosi come Masala, Ruju, Lobina, Dettori, il meglio della poesia isolana, quella poesia che grazie anche allo spettacolo di Mario Faticoni aiutò la nostra isola a scoprire la voce segreta ma potentissima della sua poesia lirica e insieme politica.

(Enrico Pau)