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Schegge dal mondo dell’infanzia

  •  6 gennaio 1998 | Rassegna stampa | L’Unione Sarda
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"L’estate dei dischi volanti", un racconto per ragazzi firmato da Bepi Vigna

C’è un momento particolare, nell’infanzia, che sa un po’ di magia. Quando i contorni del mondo sembrano dilatarsi a misura dei propri sogni, e quando, tra pubertà e adolescenza, i sogni si concretizzano nei primi riti d’iniziazione verso l’altro o l’altra. Solo allora le aspettative e gli epiloghi sembrano entrare a far parte dello stesso infinito catalogo, e solo allora l’incoscienza dei sentimenti sembra non dover soggiacere ai lacci e ai doveri di ciò che di razionale, di tristemente e irrimediabilmente adulto, poi comunque verrà. A restituire sulla carta questo momento magico, in un romanzo per ragazzi pubblicato dalla casa editrice Condaghes, è oggi Bepi Vigna, soggettista e sceneggiatore saldamente affermatosi nel mondo del fumetto (la fortunata serie Nathan Never è in procinto di essere diffusa anche negli Stati Uniti), nonchè pubblicista e direttore a Cagliari della Sardinian School.

L’estate dei dischi volanti racconta una breve stagione vissuta in un piccolo e immaginario centro della Sardegna. Un pugno di case, una cornice di montagne poste a delimitare lo spazio della vicenda narrata e due protagonisti, Dario e Vivina, che si rincorrono sino a trovarsi. A prima vista quindi una storia assolutamente comune: eppure condotta con mano agile e sicura (qua e là si coglie il piglio dello sceneggiatore che per sottrazione riduce il dire allo stretto essenziale), e soprattutto capace di ben amalgamare ciò che di più ordinario possa esistere nella vita quotidiana di due ragazzini con l’insolito e lo straordinario chiamato a riempire di ritmi serrati l’avventura.

Perché mentre Dario e Vivina "crescono" due episodi fuori dall’ordinario giungono infatti a colorare la loro estate. Il primo è il misterioso avvistamento di alcuni UFO che scendono sull’isola. Il secondo è invece lo scatenato irrompere di un paio di giovinastri dai coloratissimi tratti dei delinquenti minorili. Che prima rapinano l’emporio del paese e poi scatenano un furibondo incendio che mette a repentaglio non solo case e coltivazioni ma la stessa incolumità fisica dei due ragazzi. Tanto e quanto basta insomma, a nodi ormai sciolti e a crescita avvenuta, per restare ben impresso nella memoria: col marchio di quella nostalgica incertezza, vaga terra di nessuno tra realtà e fantasia, destinata ad accompagnare da adulti il ricordo più o meno "mitico" della propria infanzia.

Fuori però dalla trama e dal contenuto del romanzo, così come d’altronde già si è riscontrato in tutti i volumi apparsi nella collana Il trenino verde (come quello di Sergio Atzeni illustrato da Bruno Olivieri e quello di Gianfranco Liori illustrato da Otto Gabos), resta da mettere in evidenza l’ottima sinergia tra la parte scritta e l’eccellente parte iconografica, qui affidata all’esordiente ventiduenne Daniela Orrù. La quale, così come tra gli altri Bruno Olivieri (inchiostratore per la Walt Disney), Claudio Fattori (sceneggiatore per la Sergio Bonelli) e Nicola Rivano (grafico per la Comic Art), ha trovato la sua valorizzazione proprio alla Sardinian School di Bepi Vigna. Un fatto questo di non trascurabile importanza, soprattutto se si pensa ai tristi piagnistei di quanti vorrebbero la produzione artistica in Sardegna comunque relegata a una condizione di perenne isolamento e subordinarietà.

Di fatto, ormai da diversi anni, esportiamo i nostri migliori disegnatori e illustratori in Italia e all’estero (addirittura in Giappone, regno dei Manga), senza riuscire a valorizzare in casa, in termini di attività ma anche di promozione personale e accessibilità a un mercato più vasto, le loro indubbie capacità.

Per questo è bene sottolineare l’operato di Bepi Vigna. Per quanto ha già fatto in passato (tra l’altro le straordinarie mostre di Antonio Cossu e Graziano Origa e l’istituzione del premio Lo Scultone), ma soprattutto per ciò che si propone di "animare" in un futuro ormai prossimo. Non solo il proseguimento dei corsi di disegno e di sceneggiatura gestiti in collaborazione con Michele Medda e Mario Atzori (altri collaboratori della Bonelli), ma anche il primo "Museo nazionale del fumetto e dell’illustrazione": uno spazio espositivo, con le tavole dei maggiori autori di comics italiani ed europei e con una sezione interamente dedicata agli autori sardi, verrà inaugurato nei locali di via Solmi a Cagliari già nei prossimi mesi.

Di particolare interesse, per tornare alla più che sottovalutata produzione per ragazzi, resta poi l’iniziativa di un giornalino dedicato solamente a essi. Si chiamerà Il lupo cattivo, uscirà tra gennaio e febbraio e si avvarrà della collaborazione di un ristretto numero di redattori, tra i quali Silvio Camboni (della Walt Disney), Gianluca Medas, Bruno Olivieri e Gianfranco Liori. L’intenzione è quella di riprendere la grande tradizione del Corriere dei Piccoli: e di non fermarsi necessariamente alla Sardegna nella diffusione di una rivista che potrebbe serbare numerose sorprese.

(Alberto Melis)

L´ESTATE DEI DISCHI VOLANTI

Bepi Vigna
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La comparsa di alcuni strani oggetti volanti, un inspiegabile rapimento, il tentativo di rapina di due balordi, lo...