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Recensione romanzo OLTRE I CONFINI DI HÌNDAMOOR - LIVY FORMER

  •  31 austu 2021 | Rassigna de imprenta | La stanza dei libri di Annabel
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1 Recensione romanzo OLTRE I CONFINI DI HÌNDAMOOR - LIVY FORMER Ringrazio l'autrice per la copia cartacea del romanzo.
RECENSIONE
Un viaggio incredibile, un'avventura fantastica.
Il romanzo inizia con un prologo davvero disarmante, da brividi. Annìk, madre di Téelen, viene barbaramente uccisa con un taglio netto della testa, e il figlio che non sa ovviamente niente di ciò che è successo a sua madre, donna forte e coraggiosa, si sveglia di soprassalto inquieto dopo un sogno terribile.
Percepisce che Annìk è in pericolo e che molto probabilmente le è successo qualcosa di veramente grave, ma è impotente e non può fare nulla per cambiare la situazione o accertarsene.
C'è da aggiungere che il romanzo è caratterizzato dall'emotività dei personaggi, specialmente da quelli principali come il ragazzo Téelen, ma anche dell'amica Mae, per cui in realtà prova un sentimento che va ben oltre il reciproco affetto, infatti è innamorato di lei. La storia comunque ruota attorno al viaggio che il figlio di Annìk dovrà compiere per cercare il Santo delle Tre Torri, Yoris. Solo lui può dire cosa è successo a Annìk e solo lui ha la capacità di dire a Tèelen come mai ha scelto proprio lui, giovanissimo ragazzo di Hìndamoor, per far fronte a tutti questi problemi e distruggere una volta per tutte ' la belva assetata di sangue '.
Non mancano temi quali la religione, e pesonaggi controversi quali Zaro che pensa (al contrario di Yoris) che dopo la morte non ci sia alcuna forma di vita.
Inoltre sembra quasi, almeno a mio parere, che il romanzo si avvicini al contesto pitagorico dell'antica Grecia, quando i filosofi attiravano i loro allievi con i loro discorsi e insegnavano le materie più importanti.
Forse mi ha ricordato la filosofia la presenza, nel libro, dei Cortili con annessi numeri, ad esempio Cortile 22, Cortile 1 ecc...
Vi è l'elemento realistico misto al fantasy ma anche all'introspezione e non mancano i momenti di ilarità, di dolcezza, di azione e di politica, di geografia ed economia del paese.
Non manca davvero niente ed ecco perché ho apprezzato molto questa storia, che è vero non ho letto velocemente ma non perché non sia scorrevole, bensì per cogliere appieno ogni dettaglio e poi potervelo raccontare. Ma non è terminata la mia recensione, infatti voglio parlarvi brevemente del viaggio che intraprende il giovane Tèelen insieme ai suoi amici tra cui la stessa Mae e anche Jàsia.
Si avventureranno infatti lontano da Hìndamoor, nelle terre sconosciute di Domm, lontane dalle loro case.
Qui faranno la conoscenza di alcuni personaggi come Pèlcock, stranissima donna molto giovane che mi ha fatto pensare inizialmente ad una strega. Successivamente, e non mancano mai negli intermezzi i momenti in cui vengono consumati cibi dai nomi molto particolari e interessanti, verranno a conoscenza del popolo dei Sàrdon, buono e giusto.
Inoltre tra vita e morte, tra amicizia e amore, ma anche sospetto, rivalsa rispetto e dubbi, dolore e infauste vicissitudini, ci sarà anche lo spazio sicuramente per un nuovo inizio.
Lo stile è impeccabile e non sono presenti refusi, inoltre vi è uno spaccato di vita quotidiana che rispecchia il mondo bucolico ma anche bellico di Hìndamoor e delle terre lontane da esso.
L'autrice è dotata di una creatività incredibile e l'originalità è evidente già dai nomi che ha deciso di dare ai suoi personaggi e ai luoghi, nonché ai territori circostanti che sembrano appartenere alla realtà e non alla finzione.
Un lunghissimo viaggio d'andata e ritorno che ci porta dritti nel cuore delle cose, ricordandoci che dobbiamo seguire sempre l'istinto e prendere per mano le nostre paure, a costo di attraversare a piedi nudi ostacoli impervi chiamati a volte Owrud.

Voto del romanzo in stelline: ?????
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