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Fiaba e filosofia in Gianni Loy

  •  4 martzu 2020 | Rassigna de imprenta | Il Manifesto Sardo
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Un diario di viaggio trasformato in una profonda riflessione sull’esistenza utilizzando non un linguaggio filosofico, ma la dimensione della fiaba, con tutta la fascinazione di cui questo tipo di narrazione è capace. Fiabe che bisognerebbe avere il coraggio di leggere o scrivere per tutta la vita. Questo fa Gianni Loy con il suo bel libro dal titolo L’ultima notte a Hellissandur, edito da Condaghes.

Ambientato tra i vulcani, i ghiacci e i geyser d’Islanda, il libro utilizza quei luoghi unici al mondo, capaci di alimentare fantasticherie, sogni, magie, per costruire un racconto che si muove costantemente tra realtà e irrealtà, tra il quotidiano vissuto e quello immaginato, tra la costruzione letteraria delle pagine di un libro che raccoglie le saghe tradizionali dell’Isola del Ghiaccio e la ricaduta che quelle pagine possono avere nel quotidiano del protagonista della vicenda, Olafur.

Così tutta la narrazione è l’applicazione dell’esergo che apre il libro: ‘Vita non è ciò che sperimento tutti i giorni. Vita è tutto ciò che mi passa per la mente’. E non lo è solo di questo concetto. Il libro è la dimostrazione dell’intramontabile attualità di una riflessione che ci è stata consegnata per sempre da quel grande poeta che fu William Shakespeare : ‘To be or not to be’.

Gianni Loy ci trasmette con il suo intrigante, affascinante racconto, una traduzione nel possibile vissuto quotidiano di quella geniale intuizione. Qual è, cos’è la vita reale che conduciamo? E quanto siamo effettivamente liberi, non condizionabili? E quanto di noi trasferiamo su chi ci circonda? Oppure nel valutarli, nel considerarli, siamo tanto condizionati da noi stessi da non essere capaci di giudizi oggettivi?

Se il contenuto ha questo spessore, non sarà che il linguaggio sarà ostico, si chiederà chi leggerà questa recensione? Tutt’altro. Il racconto si sviluppa con la continua costruzione di margini di suspence, per cui senti il bisogno di non fermarti nella lettura, di andare avanti. E’ l’evolversi degli eventi che ti spinge a riflettere, non le considerazioni dell’autore. Così la narrazione non perde mai la dimensione della fiaba e si fa sempre più intrigante.

Novanta pagine da divorare, per il costo assolutamente contenuto di nove euro. E’ solo sul prezzo di copertina che forse ha inciso la professione di Gianni Loy, professore universitario e profondo conoscitore dei problemi del mondo del lavoro. Per il resto ‘L’ultima notte a Helissandur’ ci dona un narratore elegante, raffinato, profondissimo.

[Ottavio Olita]