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TONINO OPPES CI REGALA NUOVI SOGNI CON “LEGGENDE SARDE AL CHIARO DI LUNA”

  •  1 December 2019 | Press review | TOTTUS IN PARI
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TONINO OPPES CI REGALA NUOVI SOGNI CON “LEGGENDE SARDE AL CHIARO DI LUNA”

È bello sapere che ci sono scrittori e narratori che con le parole sanno trasformare una leggenda in un piccolo baule, sì un baule. In soffitta dai nonni ce n’è sempre almeno uno. Quatti quatti la notte, mentre i grandi dormivano, si salivano le scale di corsa, al buio o al massimo con una candela in mano, mezzo consumata e perciò occorreva fare ancora più in fretta. Arrivati sotto il tetto un lucernario faceva entrare uno spiraglio di luce tenue della grande e tonda luna appesa ad un filo fatato su, in alto, nel manto blu scuro della notte.Il baule stava proprio lì sotto.Le ragnatele coloravano vecchie foto incorniciate alle pareti. E poi… spettava al bimbo più grandetto aprire il coperchio. Ohhh… che magia! Per incanto un vecchio carillon e tanti libri ingialliti davano il via alla danza. Una voce stanca iniziava a raccontare. Arrivava da quelle pagine impreziosite dal tempo andato. E i bambini, infreddoliti, a piedi scalzi si tenevano per mano e senza fiatare ascoltavano quella voce lontana, eppure vicina ai loro cuori.Tonino Oppes con “Leggende sarde al chiaro di luna” (Condaghes, 2019, pp.132: ill., 10 euro) è riuscito a coronare due sogni e due mondi: da un lato mantenere viva la tradizione orale con una lettura ad alta voce e dall’altra donare ai lettori di tutte le età un viaggio in lungo e in largo nell’Isola più ricca di storia del mediterraneo. E l’ha fatto affidandosi alla luna. Quale scelta migliore? Già venti anni fa, nel 1999, vinse un premio per la letteratura nazionale dell’infanzia con Paristorias. E oggi nel 2019 ha voluto riprendere quel filo interrotto e ridare nuova luce ai racconti, sfoltendoli come si fa con le piante che cercano il sole, e aggiungendone di nuovi come per dare nuovo concime. Avventure, tradizioni, pirati, fate, e tanto altro ancora affiorano tra le righe. E, udite udite, nel farlo il cammino si fa più interessante perché attraversiamo tutta la Sardegna, dal Sud al Nord, e siccome i narratori sono anziani, si fermano in ben ventidue diversi paesi a sorseggiare acqua fresca dei pozzi e respirare profumo di comunità. Ogni storia è unica. E mentre i nipotini in soffitta continuano l’immersione nel passato, una mano esperta Michela Cossu dà forma al presente con disegni delicati e decisi che rafforzano la tradizione ed esaltano il prezioso lavoro di Oppes. Allora cosa aspettiamo? Apriamo il baule e solleviamo lo sguardo: le janas usciranno dalle loro domus per andare verso la luna, dove ad attenderle ci saranno i nostri nonni che tra le mani custodiscono le nostre radici.Buona lettura! Ad alta voce mi raccomando!